A proposito di noi
Siamo Luca e Francesco, due amici che hanno diverse passioni in comune.
Una di queste è sorridere bonariamente dell’uso spropositato che si fa dell’inglese nella nostra lingua.
Entrambi lavoriamo in ambiti in cui l’inglese è di uso comune, e di certo non ci scandalizziamo se sentiamo parlare di plug-in o marketing, ma crediamo che troppo spesso si abusi dell’inglese, e si tenda ad utilizzare termini non italiani quando non ce ne sarebbe affatto bisogno.
Di certo non siamo i primi a dirlo o a pensarlo, e probabilmente non siamo neanche i primi a dedicare un blog a quest’argomento: però ci andava l’idea di raccogliere in un unico posto le “perle” di abuso della lingua inglese che troviamo quotidianamente nel lavoro e nella vita privata.
Altri due anglofobi? No, tutt’altro.
L’inglese ci piace, lo leggiamo e lo parliamo (uno dei due molto male, ma ci si impegna). Amiamo la musicalità un po’ rock della lingua inglese e la sua capacità di sintesi, quel suo saper condensare concetti complessi con espressioni molto brevi, che riescono a centrare in pieno il punto, e che difficilmente si riescono a replicare nella lingua italiana.
E siamo anche consci del fatto che molti termini non usciranno mai più dall’uso comune degli italiani: insomma, non cercheremo mai di convincere nessuno a dire “lettera elettronica” o “disco compatto”, ma non possiamo fare a meno di inorridire quando ascoltiamo frasi come “la delivery è stata ritardata”!
Questo blog sarà una piccola roccaforte intenta ad attaccare (simpaticamente, s’intende) l’uso improprio di esterofilismi, ma soprattutto a difendere strenuamente l’uso della lingua italiana. Segnalaremo gli abusi dell’inglese che ci capiterà d’incontrare, ma soprattutto suggeriremo le alternative: perché siamo convinti che per ogni espressione inglese abusata esista un’adeguata equivalente italiana.
Perché farlo?
Perché ci piace l’italiano e ci diverte l’idea di condividere con altri, e siamo sicuri che ce ne sono, questo modo di vedere le cose.
E chissà che qualcuno, inciampando da queste parti, non riscopra qualche termine italiano poco usato perché soppiantato da un inglesismo, e non decida di sfoggiarlo nella prossima riunione…

ma è quel Luca là? quello bastardo? o è uno che non conosco? :]
E’ un altro, e non mi riesce di dire che è bastardo neanche per scherzo, quindi mi tocca rinunciare a facili battute…